Chiunque abbia iniziato un programma di meditazione è presto venuto in contatto con la mente-scimmia, un dialogo interiore persistente o un flusso di pensieri che pare non fermarsi mai.Il cervello ha questa sua tendenza naturale a muoversi continuamente tra pensieri e pensieri, ad oscillare tra immagini, suoni e sensazioni, in un comportamento che viene definito "mente scimmia".
Il buddhismo infatti chiama mente scimmia una mente non allenata, che come una scimmietta salta da un ramo all'altro. La scimmia non si ferma mai e si muove costantemente.
Possiamo allenare noi stessi ad essere consapevoli del flusso di pensieri nella nostra testa e calmare la mente-scimmia. Non è cosa facile, soprattutto all'inizio, la scimmia si ribella, salta tra i rami per scappare, urla e cerca di disturbare il nostro lavoro.
Una recente ricerca che ha visto la collaborazione tra l'università di Harvard, il Dartmouth College e l'Università di Aberdeen in Scozia, ha mostrato attraverso l'uso dell'MRI che le regioni cerebrali responsabili dello stato di mente-scimmia sono pressochè costantemente attive quando il cervello è in riposo o esegue compiti che non richiedono concentrazione.
I risultati scientifici della scansione cerebrale MRI dimostrano che il cervello è costantemente attivo ed in movimento. Quindi è molto difficile calmarlo e creare uno stato di vuoto con la meditazione. E' molto molto meglio sviluppare uno stato di focalizzazione.
Ad esempio ci si può focalizzare sulle tecniche magico-energetiche, sulla temperatura, sulla forma e la sensazione. Durante la visualizzazione si deve essere attivi e immaginare con il massimo del dettaglio quanto richiesto nell'esercizio. Dobbiamo utilizzare l'incredibile vitalità del cervello volgendola a nostro favore... è molto più facile direzione il flusso di un fiume che sbarrarlo e basta.
Miglioriamo la nostra produttività ed efficienza, attraverso la conoscenza. Direzioniamo l'incredibile attività e capacità immaginativa della nostra mente verso i nostri obiettivi specifici.
Vedi anche Domare la Mente
1 commenti:
Volevo aggiungere una nota all'articolo di SienzaSegreta, Siccome la concentrazione costante è difficile e "non pensare" è ancora più difficile, per ridurre la quantità di pensieri è utile ridurre la quantità di attività e di distrazioni.
Mi spiego: Durante la giornata l'individuo compie un determinato numero di attività. Ogniqualvolta fa qualcosa o la sua attenzione è attratta da qualcosa il suo pensiero centrale si sposta su quel argomento, si attivano le ancore dei ricordi e comincia un complesso processo di calcolo ed elaborazione che risulta caotico e casuale.
Riducendo le attività quotidiane, il pensiero si concentra di più su quel poco che si fa, dopo un po' questo stato diventa abituale e il flusso di pensieri diventa più ordinato.
Koffy
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