Il secondo cavaliere dell'Apocalisse

Apocalisse 6, 3-4
3. E quando ebbe aperto il secondo sigillo, io udii la seconda creatura vivente che diceva: Vieni.
4. E uscì fuori un altro cavallo, rosso; e a colui che lo cavalcava fu dato di toglier la pace dalla terra affinché gli uomini si uccidessero gli uni gli altri, e gli fu data una grande spada.

Con la crisi energetica che iniziamo a sentire assisteremo sempre più ad un controllo esasperato/disperato delle risorse mondiali.

Ecco le riserve mondiali (dimostrate e non fittizie) in barili

1. Arabia 265
2. Canada 175
3. Iran 138
4. Iraq 115
5. Kuwait 104
6. Emirati Arabi 98
7. Venezuela 98
8. Russia 74
9. Libia 47
10. Nigeria 37
11. Kazakistan 30
12. Qatar 25
13. Cina 20
14. USA 19
15. Angola 13
16. Algeria 13
17. Brasile 13
18. Messico 12

Ora consideriamo che nel 2011 si è stimato un consumo totale annuo di circa 32 miliardi di barili, di cui gran parte è costituita dal consumo di USA (7) ed Europa, con Cina (3,4) ed India che consumano ancora relativamente poco (in relazione a popolazione e boom economico), ma stanno spingendo sull'acceleratore.

Il Guardian di Londra e il New York Times ipotizzano nei prossimi mesi un attacco all'Iran da parte di Stati Uniti e Gran Bretagna.

Si prevedono intensi bombardamenti aerei, il lancio dalle portaerei di missili Tomahawk, che colpiscono un obiettivo nel raggio di 1.287 km, e gruppi di intervento sul territorio.

La Gran Bretagna avrebbe già dato disponibilità di una base nell'Oceano Indiano. L'urgenza dell'attacco sarebbe dovuta al fatto che l'Iran renderà presto impossibile distruggere i siti nucleari, trasferiti in bunker fortificati.

Il programma nucleare iraniano aveva subito un forte rallentamento dopo il cyber attacco via Rete effettuato sulle macchine presenti nei suoi laboratori dal virus Stuxnet, attribuito a Israele e agli Stati Uniti. Metà delle centrifughe fu messa fuori uso, ma, dopo l'identificazione del virus, il programma è ripreso a pieno ritmo.

L'Iran dispone di uranio arricchito sufficiente per realizzare quattro bombe nucleari. Nessuna delegazione internazionale ha però dimostrato che Teheran abbia altri scopi per il nucleare che non siano civili. Gli Stati Uniti stanno stringendo i loro rapporti militari con i governi "amici" nella regione: Arabia Saudita, Bahrain, Emirati Arabi, Oman, Kuwait e Qatar.

Un attacco all'Iran equivale a una dichiarazione di guerra alla Cina che questa volta non rimarrebbe indifferente come in Libia, con cui aveva preso accordi per il petrolio.

Nel 2007 si riportava: "Chi controlla il Golfo Persico, dove sarà estratto il 30% dell’intero fabbisogno mondiale, controlla l’energia e chi controlla l’energia controlla il pianeta. La richiesta crescente di energia (la sola Cina passerà dagli attuali 7 milioni di barili al giorno a 16, 5 milioni nel 2030) coinciderà con la concentrazione dell'estrazione di petrolio nel Golfo Persico."

L'attacco all'Iran, per molti osservatori, può essere la premessa alla Terza Guerra Mondiale. La Cina, grazie a un accordo con Islamabad, è presente dal 2011 nella base militare pakistana di Gwadar che si aggiunge alle basi nell'Oceano Indiano in Bangladesh, Birmania e Sri Lanka. Gwadar permette alla Cina di presidiare le rotte del Golfo Persico percorse dalle sue petroliere. Sia la Cina che il Pakistan sono potenze nucleari. Attaccare l'Iran è come gettare un fiammifero in un pozzo di petrolio. Dio non gioca a dadi, ma Obama forse sì. Con la nostra pelle. (Fonte)

Ma la questione è più complessa. Il dollaro sta perdendo tutto il suo potere, così come l'euro, mentre la valuta crescente sta diventando la moneta cinese. Cina... che detiene gran parte del debito americano in dollari, Cina che si sta spostando sull'oro... Cina che sta depredando l'Africa e stringendo accordi con mezzo mondo antiamericano (come il Venezuela di Chavez).

Consideriamo poi la pesantissima crisi economica americana mentre la Cina ha iniziato molto silenziosamente a vendere i dollari accumulati nelle sue riserve valutarie pari al record mondiale di $2,3 trilioni di dollari, iniziando ad investire nell’euro e nell’oro.

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